L’Italia, secondo l’OCSE è un paese dove si è consolidato un rapporto tra la presenza di risorse in possesso di basse competenze e una maggioranza di lavori che richiedono un basso livello di competenze, un sistema di “LowSkills Equilibrium”, caratterizzato dalla prevalenza di piccole e medie imprese la cui dimensione costituisce spesso un ostacolo nell’introduzione di nuove tecnologie volte ad aumentare la produttività.

La rivoluzione digitale nei processi produttivi, e non solo, rilancia in Italia il dibattito sul sistema della formazione e in particolare della formazione continua vera e propria politica attiva del lavoro e per il lavoro a vantaggio di lavoratori e imprese. In un quadro simile e alle porte della quarta rivoluzione industriale un investimento in istruzione formazione e ricerca sarebbe un volano per la crescita economica straordinario.

Non esiste settore oggi che non sia investito dai processi di digitalizzazione, dalla manifattura al terzo settore, passando per l’amministrazione pubblica. E non esiste settore in cui la digitalizzazione non debba non essere governata dall’intervento dell’uomo, che deve saper interagire con le macchine.
I due seminari organizzati da OPLA’ a Lecce all’interno del Core-Lab, l’hub dell’innovazione del dipartimento di ingegneria dell’Università del Salento, sul tema del Long Life Learning hanno messo al centro del dibattito la necessità di ripensare le singole parti di una filiera che va dalla formazione alla istruzione alla scuola e alla ricerca nell’ottica di un sistema sempre più dinamico e sempre più aperto alla multidisciplinarità, complesso come il mondo del globale e del digitale, e interconnesso, come gli ecosistemi che portano sviluppo e sostenibilità.
Il primo incontro, in collaborazione con l’area di ricerca Social Innovation & Community Development, che si occupa di innovazione sociale e di politiche per lo sviluppo della comunità e del territorio all’interno del CoreLab, ha messo al centro il tema del rapporto tra lavoro e sistema scuola istruzione e formazione. Il secondo incontro, un workshop con i le start-up e i ricercatori della struttura, si è concentrato sul rapporto tra istruzione ricerca e sistema produttivo, rapporto che passa dalla necessità di trasferire in azienda quanto prodotto dalla ricerca. Sullo sfondo dei due seminari il tema dell’innovazione aperta all’interno di Value-Chain in cui la figura del freelance assume sempre più un ruolo determinante nel passaggio di competenze digitali e di strumenti alle aziende per l’innovazione competitiva.

Molto interessante infine il tema su come ripensare il ruolo dell’Università “4.0”, sempre più hub dell’innovazione e sempre più in rapporto con il mondo dell’impresa, con uno sguardo alla contaminazione delle conoscenze che nel futuro saranno sempre più la leva della competitività del sistema paese.